domenica 14 gennaio 2018

perché il sito silviapillin.it non esiste più


due anni fa ho aperto il mio sito internet personale (silviapillin.it), in cui mi presentavo come correttrice di bozze, editor e autrice.
ero a vienna da anni, stufa di lavorare come cameriera in gelateria e bisognosa di fare un lavoro che mi piacesse e mi gratificasse. credevo che leggere, scrivere, lavorare sui testi fosse quel lavoro.
per questo ho chiesto a paolo di realizzare un sito per me, che facesse da vetrina per la mia nuova carriera di editor freelance. (se avete bisogno di un sito web contattatelo!)

ho iniziato senza avere le idee chiare, per disperazione, con quintali di sindrome dell'impostore a fare da zavorra. ho lavorato solo con un paio di autori prima che la vita mi riportasse in italia. a quel punto ho trovato impiego in una startup che si occupa di marketing online e non ho avuto più tempo né interesse a lavorare ai libri degli altri.

quel sito - quella vetrina - ha smesso di rappresentarmi e di essermi utile. avrei potuto metterci le mani, integrare questo blog con il sito, fare in modo che silviapillin.it fosse di nuovo casa mia.
la verità è che non so bene chi sono, cosa voglio, cosa so fare. è un periodo di passaggio, in cui non ho un'identità chiara da trasmettere. per questo quando mi è arrivata la fattura per rinnovare il dominio ho deciso di non pagarla.

credo di essere una persona multipotenziale. una a cui piace tutto e niente, che sa fare e si interessa di tante cose ma non abbastanza da eccellere in un settore.
so due cose di grafica, sei cose di editing e correzione di bozze, cinque cose di copywriting, quattro cose di marketing online, ma non so fare niente davvero bene. e quando sei tutto e niente è difficile trovare un posto nel mondo, capire chi sei, cosa vuoi, cosa sai fare e comunicarlo.

è per questo che silviapillin.it non esiste più. forse tornerà. forse no. non ne ho idea.

venerdì 12 gennaio 2018

far spazio per avere più tempo

ho iniziato questo 2018 con uno spirito e una carica positiva che nulla hanno mai avuto a che fare con me.
mi sento così bene e piena di iniziativa che ho iniziato a tenere un diario quotidiano dei miei propositi, progetti e progressi di scrittura.

ho anche compiuto un gesto rivoluzionario.

ho individuato una delle attività che mi succhiava più tempo senza avere alcuna utilità e ho deciso di smettere.
era il tre o il quattro di gennaio, stavo giocando l'ennesima partita a candy crush sullo smartphone, ostinandomi a creare caramelle a strisce per passare il livello 2845, e mi sono detta "quanto cazzo di tempo stai perdendo?"
mi sarei potuta rispondere "sticazzi, ormai è da dieci anni che ci gioco, sono arrivata fin qui, e non smetterò proprio ora".
invece ho chiuso la app, sono andata nelle impostazioni e l'ho disinstallata.

ciao a tutti, sono silvia, e non gioco a candy crush da una settimana.

questo atto rivoluzionario ha aumentato di un po' il tempo che passo su facebook.
e qui arriva il punto.
perdo un sacco di tempo su facebook, scoprendo cose inutili di persone che non conosco e di cui non mi importa nulla.
vorrei e dovrei fare con facebook quello che ho fatto con candy crush, mi si libererebbe qualcosa come un'ora al giorno, forse persino di più. un mucchio di tempo, quasi un'intera giornata lavorativa a settimana che potrei usare per leggere, scrivere, preparare una maratona, frequentare un corso di pasticceria...

però se è vero che facebook è un aspira-tempo senza fondo, è anche vero che su facebook sono venuta a sapere delle riviste letterarie su cui poi ho pubblicato i racconti (carie, cadillac magazine), è su facebook che ho vinto il laboratorio di scrittura degli scrittori pigri, è grazie a facebook che sono venuta in contatto con tante persone, realtà e opportunità positive che non avrei mai conosciuto altrimenti.

voi come fate? anche voi perdete tempo ad argomentare con gente che "non capisce"? anche voi restate imbambolati a guardare i video di ricette che non realizzerete mai?

mercoledì 3 gennaio 2018

tre parole per il 2018

l'anno scorso come parole guida per il 2017 avevo scelto costanza, prospettiva, leggerezza. a posteriori posso dire che costanza ce n'è stata abbastanza, prospettiva a periodi alterni, leggerezza davvero poca.

a un anno di distanza ho deciso che il mio 2018 sarà all'insegna di:

* pianificazione
* resilienza
* autogratificazione

quella di pianificazione è la fase in cui sono più carente. di solito parto in quarta, piena di entusiasmo e mi fermo dopo poco persa e senza energie. quest'anno spero davvero di essere meno impulsiva e di dedicare più tempo alla fase di pianificazione.

resilienza è stata una parola che, anche se non l'ho scelta dall'inizio, ha guidato il mio 2017. i rifiuti sono stati parecchi, non farsi abbattere e continuare a provare nonostante i no è quello che ho cercato di fare e che ho intenzione di continuare a fare anche quest'anno.

di solito i traguardi che raggiungo non sono mai abbastanza, sono scontati, cose da niente. quest'anno ho deciso che celebrerò qualsiasi piccola conquista. sarà un anno dedicato all'autogratificazione, al riconoscimento del valore di ciò che ottengo. niente più "cosa vuoi che sia".
sarà tutta una festa, un dirmi brava e un farmi regali.

e voi? che parole scegliete per il vostro 2018?

lunedì 1 gennaio 2018

#sfangarla2017

anche quest'anno ho scritto: sul blog e non solo (niente di quello (auto)pubblicato quest'anno su amazon, wattpad, riviste, è stato scritto quest'anno.)
anche quest'anno ho letto: 66 libri, di cui un paio stupendi ("la fine della solitudine" il migliore in assoluto)
anche quest'anno ho corso: molto meno dell'anno scorso, e ancora nessuna maratona
anche quest'anno ho pianto: il giusto
anche quest'anno ho sorriso: non abbastanza
anche quest'anno mi sono arrabbiata: spesso per le cose sbagliate
anche quest'anno sono stata molto da sola: quasi sempre per scelta
anche quest'anno ho visto belle serie tv: in treatment, black mirror, the bridge, handmaid's tale
anche quest'anno ho preferito dormire: all'avere un figlio, all'uscire la sera
anche quest'anno ho camminato, sono andata al cinema, a teatro, a cena fuori
anche quest'anno ho sfornato: pizze e dolcini con gran soddisfazione
anche quest'anno la mia scrittura non mi ha portato dove volevo, ma mi ha condotta oltre i miei limiti, che è comunque un posto interessante
anche quest'anno sono sopravvissuta a me stessa. non è stato facile ma un po' più facile dell'anno scorso.


quali sono i vostri "anche quest'anno?" se vi va scrivetelo nei commenti
[le sfangate precedenti cliccando sull'etichetta]

domenica 31 dicembre 2017

zafferano whisky e camomilla

non avendo mangiato pandoro e torrone a sufficienza, il matematico è uscito di casa inquieto al motto di "ho bisogno di tradizioni".
è tornato con un panettone tutt'altro che tradizionale. 
probabilmente il più bizzarro che esista in commercio: zafferano whisky e camomilla.

l'abbiamo mangiato a merenda, con una tazza di cioccolata calda, dopo aver corso per un'ora.

oh, davvero un buon panettone. anche se di whisky e camomilla le mie papille gustative non hanno trovato traccia.

a questo link la versione pasquale del bisogno di tradizioni